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Fu scavato e
aperto nella viva massa di peperino del 398 a.C. dai Romani durante
l'assedio di Veio. Secondo quanto narra Tito Livio, i Romani decisero
l'ardita opera di scavo seguendo l'oracolo di Delfi che aveva sentenziato
la caduta della citttā di Veio solo quando le acque del Lago Albano
avessero raggiunto il mare senza straripare dai bordi del cratere. La
lunghezza della galleria č di 1.350 m, l'altezza varia da un minimo di 1
m ad un massimo di 1,80 m. Sbocca dalla parte opposta della strada Appia
in localitā "Le Mole". |